PARCO DEGLI SPORT

Nuovo complesso sportivo integrato nella pianura milanese
 

info di progetto

Un circuito ininterrotto di percorsi pedonali e ciclabili consente di accedere all’intervento da ogni parte e di attraversarlo in ogni direzione; questa rete di “sentieri” percorribili consente l’allestimento di uno spazio poroso, interamente sperimentabile. La crucialità del tessuto dei percorsi quale principale e fondativo strumento progettuale riappare nella forte scelta materica e cromatica che li caratterizza: una pavimentazione continua in malta granulare rossa conferirà ai sentieri sostanza omogenea ed evocativa, quasi si trattasse di un sistema circolatorio organico, come se in quei percorsi plasmati da contrazioni, ampliamenti, cambi di prospettiva, restringimenti ed inattese espansioni scorresse una misteriosa e vivificante linfa nutritiva.

L’intervento è delimitato su strada dal tracciamento di un bordo funzionalmente attivo: i confini pavimentati, simili ad una membrana cellulare di scambio tra la compagine urbana all’intorno ed il parco, ospitano nuove fermate attrezzate per i mezzi di trasporto pubblico ed abbracciano l’espansione fluida dello spazio stradale nella formazione di parcheggi sicuri simili ad insenature protette.

Lo spazio del nuovo intervento è concepito come se si trattasse di un grande giardino di folies; un invaso vegetale in cui è la distanza tra le cose a generare tensioni ed accadimenti sensoriali. Sulle isole a prato, in posizioni tangenziali rispetto ai percorsi pedonali, sono sistemati piccoli edifici di servizio; in essi trovano sede gli spogliatoi ad uso esclusivo per ogni campo, la sala polivalente (proprio nel cuore dell’intervento), una tavola calda (posizionata a margine di una piazzetta che opera il collegamento con le residenze, ospitandone gli abitanti anche nelle ore serali), depositi, rimessaggi attrezzi, magazzini e locali tecnici.

Gli oggetti costruiti, semplici e rigorosi, presenze silenziose e pacate, si assoggettano alla modellazione dello spazio esterno, sono fatti per non distrarre ed acquistano nelle coperture a doppia falda preziosi spazi sottotetto di servizio alle attività principali; essi traggono la loro bellezza dal non avere nulla di superfluo, e paiono solamente “appoggiarsi”, senza inciderli, sui piani verdi di pertinenza che materializzano la rilettura della matrice storica delle aie.

Le costruzioni, disposte liberamente secondo uno schema planimetrico lontano dalle tradizionali configurazioni monovolumiche dei complessi sportivi integrati, si allontanano dal confine e si dispongono secondo allineamenti significativi e slittamenti reciproci utilizzati come espedienti di generazione o ripartizione dello spazio; i giardini e gli spazi pubblici, articolati da lunghe quinte vegetali di pioppi cipressini (il filare preesistente, interamente conservato, è affiancato da nuove piantumazioni parallele della stessa specie arborea) realizzano uno scenario percettivo complesso, interessante, mutevole, sempre diverso ad ogni passo.

 
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