SUPERNOVA

Nuova Scuola di Musica di Bressanone

info di progetto

La nuova scuola di musica di Bressanone è paesaggio nel paesaggio, una specie di prolungamento ambientale a metà strada tra città e montagna. Non un margine invalicabile, non un limite definitivo né un oggetto in sé concluso ed autoreferente, ma un corpo attraversabile, diafano e trasparente che partecipa dello spazio urbano e, nello stesso istante, dello straordinario contesto naturalistico. Logge, porticati, patii, terrazze, pensiline, sbalzi e volumi sospesi catturano luce naturale e spettacolari scorci panoramici.

Un sottile basamento vitreo, rivestito da pannelli di cristallo a differenti percentuali di traslucenza, assume il compito del contatto con il suolo urbano. Questo lucido "cuscinetto", che moltiplica lo spazio della piazza in un suggestivo ed evanescente doppio riflesso, abbraccia una corte semiaperta nella quale la piazza stessa sembra espandersi come sostanza fluida. Qui una inattesa e sorprendente stanza a cielo aperto, che si scopre su due livelli una volta raggiunta, media l'accesso alla scuola con uno spazio al contempo di rappresentanza, incontro, attesa, contemplazione, riposo.

Un portico lineare protetto tratteggia un non convenzionale luogo di transizione tra l'invaso della nuova piazza e gli ambienti ipogei attrezzati (autorimessa, attività commerciali). Lungo la traiettoria non rettilinea di spostamento, vari episodi allestiscono una specie di percorso a tappe per i visitatori: i volumi dei servizi igienici pubblici, l'accesso alla galleria commerciale riscaldata, l'affaccio dall'alto sul patio dell'albero, il passaggio alla corte semiaperta della scuola, il collegamento (con ascensore) alla quota più elevata del parco e l'arrivo finale alla piazza.

Come posato sul volume vitreo di base, il corpo in cui sono ospitati gli spazi didattici della scuola di musica assume sostanza formale e materica radicalmente diversificata. Una pelle in elementi di alluminio ossidato color bronzo dorato avvolge un oggetto tridimensionale piegato, simile ad una L, posto a margine dei lati nord ed ovest del sito di intervento.

La composizione predispone in questo modo una grande quinta cangiante e misteriosa che spalanca la piazza al profilo delle montagne, guidando l'osservazione verso incredibili scorci panoramici e tessendo un dialogo silenzioso con il corpo metallico della palestra di roccia. Oltre la membrana dorata di fitti elementi verticali, simile ad un gigante ed avvolgente spartito musicale, si stende una tessitura articolata e dinamica di aperture protette, che l'occhio intuisce di giorno in una ricca sottotrama di chiaroscuri, di notte in una nuvola mutevole di bagliori e luminescenze.

 
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