DOMUS VITAE

Nuovo complesso obitoriale e servizi alla persona

 

in corso

info di progetto

Un grande polmone verde, stretto fra quinte e scenari architettonici, rigenera la suggestione delle meravigliose Delizie Estensi, rileggendo uno dei temi urbani forse più intimamente radicati nell'immagine mentale che gli abitanti conservano della loro città. Lo storico giardino murato ferrarese, da territorio di separatezza ed esclusione, evolve in spazio sociale di incontro, tappeto urbano collettivo.

Il nuovo organismo architettonico è un corpo continuo ma poroso: logge, porticati, patii, terrazze, pensiline, sbalzi e volumi sospesi catturano, addomesticano o magnificano la luce naturale, generando spazi per i quali è la qualità atmosferica a costituire un decisivo valore aggiunto.

Gli spazi per la veglia, lontani dal carattere ermetico e cunicolare della tradizione occidentale, eppur perfettamente protetti da ogni introspezione, sono qui concepiti come stanze di luce: un'intera parete di cristallo spalanca gli interni a suggestivi patii segreti a cielo aperto, in tre casi su cinque a doppia altezza, nei quali vengono custoditi giardini pensili, fiori ed essenze arboree. L'intimità di ognuno dei cinque ambienti offre ai visitatori un'esperienza per certi versi "consolatoria" della veglia. Ognuno dei patii segreti accoglie l'opera di un artista contemporaneo; le camere ardenti divengono luoghi della condivisione affettiva, spazi da abitare poeticamente anche grazie al linguaggio dell'arte.

Un "sentiero" in quota, all'esterno, attraversa il patio del pozzo per giungere ad una misteriosa stanza all'aperto, altrimenti irraggiungibile, rivolta al giardino e più in là al profilo delle mura rinascimentali; questo spazio meditativo è pensato per l'isolamento individuale, per la contemplazione del paesaggio. Sospeso frontalmente alla facciata trasparente d'ingresso ma rivolto al sorgere del sole, il corpo architettonico avvolge il cortile dell'albero materializzando una specie di abbraccio al visitatore. Nel vecchio pozzo circolare è posto a dimora un grande albero sacro, simbolo di vita e rinascita in ogni contesto culturale e credo religioso. Così la Cittadella accoglierà la morte non come cessazione, ma come semplice trasformazione dell'esistenza; così si chiamerà proprio Domus Vitae, casa della vita.

 
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